Il senso dell’innovazione in sanità.

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Con senso di responsabilità la Regione, dopo avere professato la necessità di provvedere ad un netto taglio agli sprechi in ambito sanitario, deve impegnarsi a supportare  il “senso dell’innovazione”.

Un aspetto su cui oggi è opportuno prestare la massima attenzione è quello relativo alla necessità di garantire che le scelte delle direzioni aziendali rispettino i fabbisogni di salute della cittadinanza e quindi rispettino anche i livelli essenziali di migliori repliche orologi assistenza delle popolazioni.  Infatti, l’azione della Regione Siciliana è stata tesa anche a ridurre i “duplicati” in alcune branche ospedaliere, duplicati paradossali in quanto conviventi con carenze gravissime in altre specialità. Una necessaria razionalizzazione per liberare risorse dove ci sono dei duplicati e per trasferirne dove invece era evidente il  bisogno e dove erano reali le carenze.

A volte la tanto decantata razionalizzazione e quindi l’attività per i “tagli agli sprechi” in realtà si è concretizzata in disattivazioni di presidi che non producono nulla, che sono inutili, costano e rendono inefficaci servizi alla comunità.

Una particolare attenzione nel percorso della innovazione è indispensabile relativamente al patrimonio immobiliare ospedaliero che deve essere utilizzato in Scarpe calcio scontate modo strategico ed efficace. Ingenti risorse da recuperare dalla dismissione e possibilmente  dalla alienazione di beni con possibili evidenti effetti positivi sul mercato e corretto utilizzo dell risorse disponibili.

Parte della Sicilia, Palermo in particolare, possiede ospedali obsoleti e quantomeno da rimodernare in quanto parte di una rete organizzata secondo i differenti livelli assistenziali. Non esiste infatti alcuna possibile razionalizzazione senza innovazione dei modelli e delle azioni.

Il Ministero della Salute anche attraverso l’Agenas ha imposto attraverso il Piano di Rientro l’attuazione di una riqualificazione da ottenere attraverso modelli innovativi; ha guidato la regione alla definizione di un percorso di sviluppo secondo il modello “hub & spoke” individuando due bacini regionali come punti di riferimento ad alto livello di complessità, al quale agganciare il sistema a rete con servizi capillarmente distribuiti nel territorio.

Tale rete non è da considerare esclusivamente come un elemento dell’organizzazione ma piuttosto come un importante valore per ottimizzare le risorse, la rete è l’antitesi della disorganizzazione, nel particolare non può prevedere un qualsivoglia duplicato. La “rete” consiste nello stabilire “chi fa che cosa”, e crea le condizioni perché le prestazioni erogate possano corrispondere alle reali necessità del territorio senza duplicazioni inutili e costose.

La rete consente di conoscere a monte quale sia il fabbisogno in modo circolare e virtuoso, deve essere capace di auto analizzarsi e correggere i percorsi non efficaci. Se ben strutturata consente il corretto dimensionamento dell’offerta ospedaliera e territoriale nel loro insieme e nei rapporti con le istanze sociali.

L’innovazione della rete per quanto concerne l’ospedale, consiste nell’abbandonare definitivamente il “posto letto” quale unico parametro di riferimento per il dimensionamento, in favore del fabbisogno e delle prestazioni erogabili, e cioè la capacità di prestazioni diagnostiche e terapeutiche del sistema (= case-mix, insieme dei casi trattati). Consentire piuttosto agli ospedali di esaminare una casistica elevata anche di alta complessità senza inappropriatezza significa infatti potere influire sulla crescita della conoscenza e sul livello qualitativo dell’offerta territoriale “in rete” con l’ospedale.

Se tale sarà il percorso, se saranno rimosse le resistenze al cambiamento soprattutto se legate ad argomentazioni poco coerenti con basilari principi di organizzazione, il risultato sarà un efficiente filtro ai ricoveri ospedalieri con una rete territoriale di base efficace, una più bassa degenza media determinata dall’uso corretto delle risorse e dalla migliorata organizzazione, una migliore appropriatezza di ricoveri, etc. In modo virtuoso deriveranno economie e quindi investimenti per l’offerta territoriale e per l’innovazione tecnologica e strutturale.

Le Aziende Sanitarie devono essere in grado di realizzare strutture organizzative e formali capaci di consentire modificazioni e crescite senza compromettere l’intrinseca coerenza della mission aziendale.

Gli ospedali devono essere in grado di sostenere variazioni interne senza particolari difficoltà e di espansioni esterne senza ledere gli aspetti strutturali e formali. Se nuovi, devono essere pensati con sistemi costruttivi che consentano il montaggio, lo smontaggio, lo spostamento, l’aggiunta degli elementi, l’adeguabilità degli impianti e prevedere aree “polmone” per le probabili espansioni specie nei settori ad alta prospettiva innovativa (es.: diagnostica per immagini).

E’ necessario lavorare sui processi organizzativi all’interno degli ospedali, pur consapevoli della difficoltà dell’argomento, riuscire nell’impresa impresa di “innovazione dell’organizzazione”.

E’ necessario che i nostri professionisti, tutti gli operatori della sanità, si intendano e recuperino il senso di appartenenza alla propria Azienda, alle istituzioni, e siano anche agevolati in questo percorso, ed infine é necessario che si possa contare su di loro perché capaci di vedere l’obiettivo e di ottenere un risultato.

Bibliografia

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